RESPONSABILITA' SOCIALE

Per KOPPEL A.W., ancor prima che della responsabilità sociale d'impresa si desse una definizione formale (1984), le relazioni con tutte le controparti interessate erano già fondamentali.
Anzitutto sentiamo la nostra responsabilità verso i nostri clienti, che scegliendo i nostri prodotti e servizi danno un senso alla nostra stessa esistenza come azienda. Ciascuno facendo la sua parte: abbiamo troppo rispetto per loro per identificarli in un modello astratto o generico di consumatore, che è davvero tale in quanto sa giocare a sua volta responsabilmente il suo ruolo di controparte nei confronti dei fornitori, noi e la concorrenza, mettendo ciascuno al posto che gli è proprio.
I nostri fornitori: per la maggior parte sono fornitori storici, alcuni lavorano con noi da decenni. Il nostro rapporto è di lungo termine, e non di un dumping furbesco che alla lunga desertifica il mercato per tutti, tema secondo noi troppo trascurato nel dibattito sulla crisi (vera o presunta) del modello industriale italiano. Cerchiamo di applicare ai fornitori il principio evangelico: fai a loro quello che vorresti fosse fatto a te. Non esiste nel medio periodo transazione di prodotto o servizio, e creazione di ricchezza vera, senza giusta mercede.
I nostri lavoratori e collaboratori: è un dato di fatto che il turnover è bassissimo, la maggior parte sono cresciuti con noi. Tuttavia non proponiamo un modello paternalistico: anche qui ciascuno fa la propria parte, con il rispetto di quei requisiti minimi (che in realtà nel mercato di oggi non vanno dati per scontati) di libertà sindacale e di pensiero, e di corretta dialettica tra le parti anche organizzate.
Quasi superfluo dire che noi valorizziamo il lavoro e le tecnologie italiane ed europee in assoluto, e con questo non crediamo di introdurre alcuna inefficienza nel nostro sistema che sia a danno degli interessi anche strettamente economici dei nostri clienti.
I nostri fornitori diretti sono tutti comunitari o dello spazio economico europeo, laddove sono sicuramente garantiti i diritti del lavoro e quelli dell'ambiente, che hanno un prezzo giusto per cui paghiamo, ma anche un valore che giriamo ai nostri clienti. Monitoriamo per quanto ci è possibile la provenienza dei prodotti e dei servizi che i fornitori a loro volta girano a noi. Ogni tipo di sfruttamento, ed in particolare il lavoro minorile per noi deve essere escluso in ogni punto della filiera, almeno sin dove possiamo ragionevolmente arrivare.
Vogliamo anche precisare che la nostra consociata romena, al contrario di quanto spesso si pensa e accade, installa ed utilizza solo il prodotto italiano: noi non esportiamo lavoro ma importiamo ricchezza per il nostro Paese.
Il territorio: rappresentato dai politici che anche noi come cittadini eleggiamo, sulla base delle nostre legittime esigenze di impresa, ma anche dalla cultura, lo sport, il volontariato, il mondo della salute, in particolare quei mondi vitali di anziani e persone a mobilità limitata che hanno più bisogno dei nostri prodotti e servizi, insomma la ricchezza sociale che il nostro territorio sa esprimere, e nel quale ci sentiamo inseriti in modo inestricabile.

Il nostro lavoro è anzitutto produrre ascensori e apparecchi elevatori di persone e cose che sono ancora oggi fatti per durare, con un'aspettativa di vita utile che va, a seconda del tipo di uso, da un minimo di trenta anche ad oltre cinquanta anni.
In seconda battuta, il nostro lavoro è quello di mantenere preventivamente, ed eventualmente riparare e modernizzare questi stessi ascensori, in modo tale che effettivamente possano fare il proprio servizio per quei 30, 40, 50 anni per cui sono stati progettati e realizzati, in sicurezza e con la corretta funzionalità, tenendo conto anche dei miglioramenti dello stato dell'arte.
Il nostro lavoro non è una speculazione di breve periodo, una nostra scommessa a somma zero, cioè a danno di tutti gli altri, quindi il cliente che non ha alcun interesse ed attenzione per questi contenuti che proponiamo non sarebbe quello giusto per noi, come noi non saremmo il fornitore giusto per lui.
Ma quel cliente non sarebbe un buon consumatore o attore sul mercato: costruirebbe anche solo nel medio periodo una situazione dove l'utente finale, incolpevole, sarebbe la vittima della difficile quanto stupida opera di avere un cattivo servizio ed in compenso un alto costo complessivo.
Non ci sentiamo e non ci presentiamo come guru della finanza, anche se la esigenza e la funzione finanziaria esistono anche nella nostra azienda quanto è giusto che sia, perchè i baricentri del nostro lavoro sono il prodotto ed il servizio: validi ed efficienti anche economicamente, come risultato dell'efficienza, della conoscenza e dell'impegno complessivo di tutta la filiera che sta a monte.
Perciò a noi non servono i soldi speculativi del mercato finanziario, nè tanto meno ci serve essere in relazione con società off shore (anche se in qualche piccolo Paese andiamo, ma per installare i nostri ascensori italiani!), con tanto di relativi prestanome. Questo tipo di sorprese i nostri "stakeholders" da noi non le avranno. Noi siamo qui davanti ai clienti che ci giudicano, con le nostre facce, che trovate in questo stesso sito nella sezione "contatti"....


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